Onde dorate/Golden waves a “Inside Europe”

Il progetto è in air. Parlano di Onde dorate/Golden waves nel programma radiofonico “Inside Europe” della Deutsche Welle English language service. E’ un programma settimanale che va in onda in Australia, America e Canada. 

Il servizio è della giornalista Dany Mitzman.

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#ondedorate #goldenwaves

ONDE DORATE/ GOLDEN WAVES

Let’s save themlet’s save ourselves

L’associazione “Cuore di pietra”, attiva da anni nella provincia di Bologna con progetti di arte pubblica partecipata ha lanciato, da sabato 9 febbraio, “Onde dorate/Golden waves”, un invito a un gesto per l’inclusione e l’accoglienza, contro l’indifferenza.

Istituzioni e cittadini sono invitati a mettere alla finestra, anche solo per un giorno, una coperta isotermica piegata in due, a pubblicare una foto sul web e a promuovere il progetto utilizzando gli hashtag #ondedorate e #goldenwaves.

Vi preghiamo di aiutarci a diffonderlo condividendo e seguendo la pagina Facebook.

Eng: The Cuore di Pietra association, which hasbeen active for many years in the Bologna province with participatory public art projects, launches “Golden Waves”, an initiative for inclusion and solidarity. Citizens and institutions are invited to hangfrom their windows an emergency thermalblanket, folded in half, take a photo and publish it on the web, and to promote the project with the hashtag #ondedorate and #goldenwaves

 

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Pianoro, 9 febbraio 2019

#ondedorate #goldenwaves

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9 Febbraio 2019: Onde Dorate

Qualche immagine della manifestazione “Onde dorate/Golden waves” del 9 febbraio.

Foto di Marco Mensa
Foto di Maria Grazia De Sieni   
Altre immagini sono visibili sulla Pagina Facebook e sul profilo Instagram: @ondedorate
#ondedorate #goldenwaves
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Onde dorate. Allestimento e prime partecipazioni.

Esposizione alla finestra della Biblioteca Silvio Mucini della coperta isotermica.
Navigare con il pensiero, Arconthia Bezoni Pezoni

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ONDE DORATE Let’s save them…let’s save ourselves Un progetto di Mili Romano

Sabato 9 febbraio 2019, alle ore 10.00 in Piazza dei Martiri a Pianoro (BO)

Un gesto di denuncia, un segno di dissenso, un’esortazione alla solidarietà. Dal Comune di Pianoro un’installazione temporanea di Mili Romano: l’esposizione, a tutte le finestre del palazzo comunale, di una coperta isotermica (quella in cui vediamo avvolti i migranti nelle convulse azioni di salvataggio in mare) piegata in due , e l’invito ad altri Comuni, Istituzioni e singoli cittadini a replicare l’azione. 

L’ideatrice dell’iniziativa, artista e curatrice a Pianoro del progetto partecipativo Cuore di pietra, spiega così il senso di questa proposta, immediatamente accolta dal sindaco e dalla giunta: “Solo un invito a contrastare la sovrabbondanza di parole, e di gesti ridondanti e opprimenti in tutti i campi: politica, luoghi di lavoro, cultura, arte.Silenzio! Chiunque, cittadino o istituzione pubblica o privata, potrà far eco a questo gesto procurandosi una coperta isotermica (si possono trovare in farmacia o nei negozi di parafarmaci) ed esponendola alla finestra come scudo dorato, protezione per chi ce l’ha fatta e arriva dal mare dopo indicibili violenze e sofferenze, ma anche per tutti noi, a difesa di quelle libertà, di quella umanità, che si rischia ci vengano progressivamente negate, onde che potranno propagarsi, come semplice gesto di scelta consapevole e come un inno silenzioso di potente poesia. 

Negli ultimi due anni Cuore di pietra a Pianoro ha lavorato a percorsi di integrazione attraverso l’arte pubblica  collaborando con le associazioni onlus Mondo Donna e Arca di Noè e con gli ospiti stranieri di queste due strutture di accoglienza presenti sul territorio. Dagli incontri con i migranti e in dialogo anche con una classe della scuola media V. Neri sono nate le due  nuove installazioni dellegiovani artiste allieve dell’Accademia di Belle Arti di Bologna Tina Bezoni e Valeria Notarangeli che verranno presentate all’interno dell’iniziativa “Onde dorate” e si aggiungeranno al percorso di arte contemporanea che il progetto Cuore di pietra ha lasciato nel corso di più di dieci anni di attività nel paese (www.cuoredipietra.it). 

Da Piazza dei Martiri una passeggiata, abituale pratica delle manifestazioni di Cuore di pietra, si muoverà verso la Scuola Media V. Neri dove troveremo Navigare col pensiero di Tina Bezoni con alcuni migranti e gli studenti: quattro bandiere con la mappa dellaNigeria, del Mali e del Senegal, paesi dei migranti ospiti, ricreate con piccoli oggetti e immagini, loro segni identitari (altre bandiere saranno esposte all’esterno delle residenze dei migranti a Rastignano e Pianoro).

La passeggiata si concluderà alla Biblioteca Silvio Mucini, dove troveremo Amarrer, una struttura aerea, leggera e poetica memoria di viaggio, realizzata con tessuti etnici, rafia, ago e filo da Valeria Notarangeli insieme a molti dei giovani migranti. 

 

 

 

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Segni di Resistenza

Dal 5 dicembre 2018 al 27 gennaio 2019

Istituto Storico Parri — Museo della Resistenza

Ex-refettorio delle monache — Convento di San Mattia

Via Sant’Isaia 20, Bologna

Inaugurazione mercoledì 5. 12. 2018, ore 17.00

Una collaborazione fra Accademia di Belle Arti e ANPI Bologna.

A cura di Mili Romano e Gino Gianuizzi.
Interventi artistici di Francesca Acerbi, Sara Ayesa, Roberta Cacciatore, Alessandra Carta, Matteo Alessandro D’Antona, Ana Ferriols Montanana, Gabriella Presutto, Margherita Tony Raponi


A seguito di una serie di incontri (in Accademia con Jadranka Bentini, Mauria Bergonzini, Maria Rosa Pancaldi in rappresentanza dell’ANPI) e ricerche di archivio, passeggiate e interviste, ascoltando e rielaborando le storie di chi c’è ancora, in un dialogo continuo fra l’Accademia e la città, i giovani artisti allievi del laboratorio di arte pubblica 
Dalla rappresentazione all’azione si sono misurati con la storia della Resistenza a Bologna, e con due temi rimasti un po’ in ombra: la presenza e l’azione della stampa clandestina prodotta dalle diverse voci resistenti e il ruolo esercitato dalle donne impegnate non solo nell’opera di capillare diffusione, ma anche in ogni fase di produzione, a partire dalla vera e propria ideazione e redazione dei contenuti.
Nel far questo non ci si è posti limiti né di linguaggi né di spazi. Abbiamo deciso che la forza di questo progetto, nel suo insieme e nelle singole opere, sarebbe stata la sua capacità di propagarsi, il suo essere 
in progress, il suo divenire nello spazio e nel tempo presente.

A segnarne l’inizio saranno, il 5 dicembre, una mostra nelle sale dell’Istituto Parri e, in contemporanea, dei segni grandi e piccoli nella città.
Da dicembre, e fino alla prossima primavera, alleazioni e alle opere presenti nelle sale dell’Istituto Parri ( fino al
 27 gennaio 2019) faranno eco una serie di segni, effimeri e permanenti nella città, e, nelle aree verdi antistanti le sedi delle istituzioni e delle biblioteche di Bologna e dell’area metropolitana che hanno aderito, alcuni cartelli stradali, da noi ideati come simbolico format e trait d’union dell’intera manifestazione.
I progetti selezionati in questa prima fase sono: un libro d’artista-archivio “tattile” di 
Matteo Alessandro D’Antona che ha anche ideato il logo del progetto; dei volantini che rielaborano
graficamente e riattualizzano fogli di vecchi ciclostilati o stampe originali da distribuire nel
corso di un’azione performativa (
Sara AyesaAna Ferriols Montanana e Margherita Tony Raponi); un’installazione-performance (Roberta Cacciatore); un’installazione audio che ci riporta il racconto di ultimi testimoni (Gabriella Presutto); una mappa che avvicinando simbolicamente la Resistenza storica e la sua forza d’urto alla “resistenza” di un circuito elettrico, spezzettandosi in una serie di adesivi segnerà vari luoghi della città (Alessandra Carta); una mappa tessile in cui i nomi ricamati delle partigiane particolarmente dedicate al lavoro della stampa tracciano le strade che uniscono i luoghi dove si trovavano le redazioni e le tante tipografie clandestine (Francesca Acerbi). Una visionaria segnaletica stradale, riprendendo alcuni dei lavori artistici in mostra, ci restituisce, come “reperti” di un archivio diffuso, l’inedito diario di Luciano Bergonzini, partigiano e studente universitario, la camicetta rossa di Vinka Kitarovic, giovanissima partigiana, volantini che chiamano all’azione le donne, toccanti apparizioni negli spazi verdi della città.
Segni di Resistenza è stato inserito anche come uno dei temi del Premio Roberto Daolio per l’arte pubblica2017 — 2018.
La memoria, riattualizzata così attraverso i linguaggiartistici più diversi e vivificata come esperienza profonda dai giovani, non soltanto fa riemergere dall’oblio tracce dimenticate ma si propaga come un’onda di energia, come un segno del presente e promessa di un futuro possibile solo se non smemorato.
Segni di Resistenza sarà attivo fino a giugno 2019 con altri interventi artistici e sempre nuove adesioni e coinvolgimenti.

Istituzioni e biblioteche che hanno a tutt’oggi aderito e con le quali è iniziata una collaborazione: Centro civico quartiere Porto Saragozza, Centro civico quartiere Santo Stefano, Centro civico quartiere San Donato, Gruppo Speleologico Bolognese-Unione Speleologica Bolognese e Museo di Porta Lame, Comune di Pianoro, Associazione Orlando e Associazione Giardino Lavinia Fontana.

Biblioteche: Archiginnasio, Cesare Malservisi, Casa di Khaoula, J.L.Borges, Luigi Spina, OrianoTassinari Clò,Scandellara, Roberto Ruffilli, Natalia Ginzburg, Borgo Panigale, Orlando Pezzoli, Silvio Mucini (Pianoro), Biblioteca Italiana delle Donne.

con il patrocinio di:

Assemblea Legislativa regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Istituzione Biblioteche Bologna, Museo della Resistenza di Bologna, Comune di Pianoro.

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